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Flow&Motion 2011 - Report
Scritto da Alessandro Pennella   
Domenica 31 Luglio 2011 17:24

Rieccomi qui a scrivere stavolta di un evento diverso rispetto a quelli a cui sono stato abituato a frequentare nella mia esperienza come praticante di Parkour.

Il "Flow & Motion" è stata un'occasione particolare, una settimana all'interno di un campeggio in cui messe da parte le distrazioni della vita quotidiana  in tanti hanno avuto la possibilità di partecipare attivamente ad una serie di laboratori di Parkour,  Capoeira, Giocoleria e Danze e Percussioni Africane; tutte attività  apperentemente diverse tra loro ma legate da un'unico filo conduttore.

Non è la prima volta che mi ritrovo a nuotare all'interno di un contenitore multidisciplinare, ma stavolta è stato diverso. Vuoi per la gente, vuoi per la location vuoi per l'energia e l'entusiasmo dei presenti, ho avuto la possibilità di guardare negli occhi e nell'animo di tante persone, praticanti e appassionati e vedere il modo in cui tutti, dagli istruttori ai partecipanti sono riusciti a sperimentarsi e a mettersi in gioco in discipline differenti dalla propria.

Questa settimana mi ha insegnato ancora una volta qualcosa; qualcosa che ho sicuramente sempre saputo e vissuto, ma che a volte mi è facile dimenticare, sommerso dalla mia quotidianetà di praticante, dalla responsabilità che sento di avere nei confronti delle persone che ho intorno e a volte dalla stupida convinzione che porta a pensare che chi non pratica Parkour non possa cogliere e comprendere la profondità dei suoi valori e del suo significato.

Ho imparato ancora una volta che "diverso" è un valore aggiunto che unisce e rende forti; ho imparato che a prescindere dalla disciplina che pratichiamo e dall'attività che svolgiamo abbiamo tutti lo stesso sguardo, la stessa luce negli occhi, la stessa voglia di dire chi siamo e di cercare nell'altro la stessa fiamma che alimenta la nostra pratica e il nostro giocare ed affrontare la vita.

Ho imparato ancora una volta che aprirsi a forme di espressione diverse dalla nostra cambia in meglio il modo in cui affrontiamo la nostra pratica personale.

Ho imparato che oltre il Parkour c'è altro, c'è un mondo a cui possiamo dare molto e da cui poter prendere molto per quanto possa sembrarci distante; ma la distanza non è altro che uno spazio vuoto nel quale ciascuno di noi può disegnare la propria arte fino ad incontrare tutte le arti in un abbraccio che ben è stato rappresentato da questa settimana di "Flow & Motion".

E' nostro compito come praticanti di Parkour, aprirci al mondo, non chiuderci in un ghetto. E' nostro compito abbattere le barriere che inconsciamente creiamo per difenderci dagli attacchi di chi, non sempre per proprie colpe, fraintende o condanna quello che facciamo. Comunicare al mondo il nostro messaggio è nostra responsabilità e per quanto sia giusto farlo attraverso i media è solo guardando, parlando, giocando e condividendo la nostra disciplina con altre persone che possiamo essere credibili e rendere giustizia alla forza comunicativa del Parkour.

Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno partecipato a questa rara iniziativa nel nostro assolato e periferico sud Italia, e ancora una volta grazie a chi ha partorito il progetto di Flow&Motion dimostrando che cuore, idee e voglia di cambiare in bene la nostra realtà non sono utopia ma possono diventare parte del nostro quotidiano.

Alessandro 'Ax' Pennella

 

 

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