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| Report - Workshop ADD a Prato |
| Scritto da Pasquale Di Sipio |
| Martedì 13 Dicembre 2011 23:07 |
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Lo scorso fine settimana si è tenuto a Prato un workshop di Art du Deplacement con Laurent Piemontesi e Yann Hnautra organizzato da Umberto Iannelli e i suoi ragazzi. Una due giorni intensa e gioiosa che si è aperta sotto una pioggia autunnale quasi incessante, che non ha minimamente intaccato la voglia di tutti di saltare, correre, soffrire e sorridere insieme. Il giorno dopo è stato il paese di Montemurlo ad ospitare i circa 50, tra ragazzi e ragazze, che hanno animato la piazza centrale con una sessione tecnica coinvolgente. La famiglia Rhizai era presente con una piccola, ma vivace, rappresentanza tosco-pugliese.
E’ passato un bel po’ di tempo dall’ultimo raduno con qualcuno dei fondatori della disciplina e bisogna dire che è sempre un bel praticare. Ed è passato tanto tempo anche dall’ultima volta che ho incontrato qualcuno della famiglia ed è sempre un bel ritrovarsi. Si parte in tre da Siena direzione Prato, ci si perde un paio di volte, e si arriva appena in tempo in un bello spot ampio e invitante, accolti da vecchi amici, nuove conoscenze e tanta pioggia. Le condizioni climatiche avverse (per fortuna la temperatura era quasi primaverile) seppur hanno notevolmente appesantito l’allenamento del primo giorno, non hanno comunque scoraggiato nessuno dei partecipanti. Laurent è stato come sempre illuminante nella sua umiltà, nella sua divertente pazzia e nel suo trasmettere serenità: lavorare sui propri limiti, imparare prima di tutto a conoscerli, ed essere in grado di dirsi con franchezza “io oggi più in là di così non riesco ad andare”. Nonostante questa premessa devo ammettere che io (come sicuramente anche altri) ho spinto sempre qualcosina in più di quello che pensavo essere il mio massimo, cercando la concentrazione e la forza proprio in quell’ambiente “ostile” che ci circondava. Yann è stato prodigo di sorrisi, applausi e punizioni a chi sgarrava, sottolineando l’importanza dell’autodisciplina e l’attenzione necessarie quando si pratica. Il secondo giorno il cielo è stato molto più clemente. Cambio di spot. Buon lavoro mattutino di risveglio muscolare, stretching dinamico e resistenza. Nel pomeriggio abbiamo esplorato lo spazio che avevamo a nostra disposizione e giocato un po’, provando nuovi modi di muoverci e confrontandoci come sempre con i nostri limiti fisici e mentali. Non sono mancati il confronto e lo scambio di opinioni con gli altri praticanti, che arricchiscono tanto nell’ascoltare quanto nel sentirsi ascoltati. Le parole e i consigli dei due Yamakasi hanno spronato tutti a lavorare meglio e a mantenere un approccio personale e riflessivo alla nostra pratica, senza dimenticare mai di sorridere anche quando “il corpo dentro soffre”. Pasquale 'Squap' Di Sipio |
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